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venerdì 8 giugno 2018

Luppolo: Propagazione per Talea

Parte della rubrica Coltivare il Luppolo
Nuove riproduzioni



Eccomi nuovamente qui a raccontarvi come prosegue la mia avventura con la coltivazione del luppolo. Dopo l'inizio della stagione (per saperne di più clicca qui) e la lunga attesa, ho cercato nuove strade ed esperienze, realizzando diversi tentativi di propagazione per talea. Per i tanti appassionati quello per talea non rappresenta generalmente il classico metodo di propagazione del luppolo, come diversamente accade per il rizoma.


I Rizomi se trattati nel modo giusto possono essere conservati per diverso tempo (da quando vengono rimossi dalla pianta madre fino a circa due 2 mesi, anche se nel corso del tempo subiscono una perdita di vigore), risultando molto funzionali alle esigenze dei coltivatori.


Talea
Propagazione

La riproduzione per mezzo di una parte di ramo, un pezzo di fusto o di radice, viene definita propagazione per talea. Non tutte le piante riescono ad attuare questo processo, ci sono specie in cui le talee non formano radici o lo fanno in tempi troppo lunghi. Generalmente esistono diverse tipologie di talee (legnose, semilegnose, fogliari ed erbacee) per cui si può effettuare questo trattamento in specifici periodi dell'anno (primavera, piena estate, fine estate o inverno). Questo sistema viene usato perché diversamente dai semi, permette di ottenere piante perfettamente identiche a quella madre.

Talea semilegnosa sono parti di rami con foglie, dove viene fatto un taglio trasversale. Il periodo migliore è tra giugno e settembre. Innaffiature: regolari, con tempi di radicazione generalmente tra i 20 e i 30 giorni. Le piante da talee, prima della messa a dimora, devono essere piantate in torba e tenute in un posto umido con temperature sui 18 °C.


Nel mio caso specifico, con una pianta di discreto sviluppo, del secondo anno (per non creare  eccessivi traumi e compromettere una pianta troppo giovane), ho ottenuto le mie talee. Dopo la scelta dei germogli destinati alla crescita, ho tagliato gli altri steli utilizzando solo quelli tra 10 e 20 cm per il mio scopo. Il passaggio successivo è stato quello di sfibrare (tagliare o schiacciare) la parte finale dei rami. Non ho previsto terreno per le mie talee ma solo acqua, evitando la formazione di muffe e funghi, semplicemente cambiando spesso l'acqua (dai risultati ottenuti non credo di cambiare metodo). Risultato: il tempo di radicazione con l'emissione delle radici, non è risultato essere similare per tutte le talee, bisognerebbe dare il giusto tempo alla natura, la crescita è avvenuta con una variazione di 10/20 giorni o addirittura anche un mese. Successivamente alla formazione di radici adeguate, ho travasato la piantina in un bicchiere di plastica con terriccio fertile, continuando ad innaffiare molto spesso perché l'assorbimento di acqua è ancora molto limitato per le poche radici.



Informazioni aggiuntive: utilizzare rametti vigorosi è un fattore indispensabile. Generalmente sarebbe opportuno provare questa tecnica tra maggio e giugno, per dare il giusto tempo alla pianta di propagarsi a sufficienza e sopravvivere all'inverno. Mentre per favorire e sviluppare la radicazione si potrebbero aggiungere delle gocce di ormoni della crescita o semplici sali minerali, anche se non ritengo il tutto fondamentale (personalmente non li ho mai usati).

Metodo in bottiglia
Propagazione

La propagazione per talee mi piace molto anche per questo ho provato quasi tutte le tecniche. In modo particolare il metodo con la bottiglia ha catturato il mio più forte interesse. 

Attrezzatura  
Bottiglia di plastica (1,5- 2 litri)
Pennarello
Forbice

Metodo
Come prima cosa si deve segnare con un pennarello la bottiglia, in corrispondenza del fondo, dove andranno eseguiti dei buchi utili per il drenaggio. Mentre nella parte del corpo della stessa bottiglia andranno eseguiti dei tagli completi.


In questa fase, prima di eseguire i tagli è importante valutare che la parte inferiore della bottiglia si possa inserire al meglio nella parte superiore.
Una volta realizzati correttamente i tagli sulla bottiglia, si può preparare la talea (precedentemente scelta) e il terreno, possibilmente ricco di materiale drenante. Inserire il terriccio nella parte inferiore della bottiglia e dopo aver eseguito la bagnatura dello stesso (il terreno deve essere umido e non inzuppato d'acqua). Durante la preparazione della talea si deve tenere conto della sua grandezza rispetto all'altezza del recipiente e del terreno. Proprio per questo è utile sapere che almeno un terzo della talea deve essere coperta. In questa fase può essere utile usare ormoni radicanti. Successivamente si chiude la bottiglia con la parte alta, come se fosse un coperchio, in modo da incastrare le due parti.


Terminata questa operazione non si dovrebbe più aggiungere acqua, perchè l'evaporazione dell'acqua generata dal terreno umido evita la disidratazione della talea. Volendo si potrebbe sigillare il taglio della bottiglia con del nastro adesivo ma io preferisco non farlo. Come ultimo consiglio, vi ricordo di non dimenticare di scrivere la data e soprattutto il nome del luppolo

Per maggiori informazioni
 sulla coltivazione del luppolo clicca qui.

Questo post è solo a scopo informativo, sulle mie esperienze, non mi assumo la responsabilità su ciò che farete e sui danni che potrete causare.

venerdì 4 maggio 2018

Luppolo: Costruzione Supporti e Trattamenti

Parte della rubrica Coltivare il Luppolo
Il nuovo anno è iniziato



Eccomi nuovamente qui a raccontarvi come prosegue la mia avventura, con la coltivazione del luppolo. La stagione dello scorso anno (per saperne di più clicca qui) non è andata benissimo ma ho acquisito  una maggiore consapevolezza nella coltivazione.


Un periodo dove ho trascurato totalmente questo specifico argomento sul blog, ma che mi ha visto continuare il percorso letteralmente sul campo. Dunque, con questo post cercherò di illustrare poco  dettagliatamente la costruzione dei supporti e i vari trattamenti che ho deciso di fare (per maggiori informazioni sulla coltivazione del luppolo clicca qui.)


Il nuovo anno della coltivazione è iniziato con l'acquisto di altre tre piantine, Saphir, Brewer's Gold e Hersbrucker, che lascerò per l'intera stagione in un vaso abbastanza grande. Mentre le piante a dimora presentano una ottimo apparato radicale. Grazie al contributo del amico Emilio, conosciuto nell'ambiente come "il Ciarlatano", ho ottenuto un Progress e un differente Cascade.


E' tempo di guardare al cielo
SOSTEGNI
La Regola
Il luppolo cresce in modo notevole, meglio non farsi trovare impreparati. Avere dei sostegni adeguati e molto resistenti, per sopportare vento e peso, risulta fondamentale. Fermo restando questa specifica  indispensabile caratteristica, il resto della costruzione dei sostegni può essere realizzata nel modo più vario. Prima della comparsa dei gambi rampicanti (ad inizio primavere) bisogna programmare e realizzare  l'intera struttura. 

Utilizzare i Pali come sostegno, potrebbe essere il metodo più suggestivo e adeguato. Generalmente i pali utilizzabili devono essere da 4 a 6 metri di altezza, larghi alla base da 7 a 10 cm, mentre vanno interrati in una buca profonda di almeno 60 cm. Per scavare la buca sarebbe opportuno usare una trivella o più semplicemente una vanga, un piccone e una pinza cavabuche (in quest'ultimo caso preparatevi a sudare molto).
La mia struttura di sostegno
Quando mi è toccato preparare la struttura di sostegno per il mio luppoleto, ho trovato diverse difficoltà a reperire i giusti pali di sostegno, gli unici trovati sono di castagno. Nello scegliere i pali da portarmi a casa, ho selezionati quelli più lunghi anche di pochi centimetri, rispetto agli altri presenti. Eseguita l'accurata scelta dei pali, al mio ritorno a casa ho portato con me 3 pali da circa 3,20 m.


La pianta del luppolo cresce molto in alto, addirittura oltre gli otto metri, per cercare di colmare e minimizzare il problema ho deciso di incrementare i pali con altri supporti. Il tutto senza rinunciare alla sicurezza dell'intera struttura.


Generalmente per i pali bisognerebbe ottenere una buca profonda di almeno 60 cm, nel mio caso per guadagnare ulteriori centimetri in altezza ho preferito arrivare fino a 50 cm. Per sopperire a questa mancanza ho apportato alla base del palo una tavola di 20 cm, per dargli più presa nel terreno. E' inutile dirvi che scavare le varie buche, con una semplice vanga e un piccone, è stato un lavoraccio.



Successivamente ho realizzato i supporti (a forma di T) per incrementare l'altezza di pali, arrivando a circa 4,50 m. Una misura molto distante dagli otto metri, ma essendo il secondo anno delle piante potrebbe anche bastare.


TRATTAMENTI
Senza sottovalutare il fatto che il luppolo finisce nel mio bicchiere, ho limitato i possibili trattamenti. Tuttavia, durante la fase di coltivazione, possiamo giocare un ruolo importante nella prevenzione di possibili attacchi, con piccoli aiuti. Dunque ho inizialmente utilizzato concime (con azoto e calcio), a fine marzo, per poi passare all'olio minerale nei primi giorni di aprile.


Mentre in questo preciso periodo continuo costantemente con i trattamenti anticrittogamico a base di rame, un fungicida rameico. Con questo è proprio tutto, vi rimando al prossimo aggiornamento!


Per maggiori informazioni
 sulla coltivazione del luppolo clicca qui.


Questo post è solo a scopo informativo, sulle mie esperienze, non mi assumo la responsabilità su ciò che farete e sui danni che potrete causare.